Shilajit: l’essenza delle montagne
Riassumiamo brevemente e per sommi capi: lo shilajit è una sostanza minerale, simile a una resina, che si forma nel corso di migliaia di anni a partire da materiale vegetale nelle regioni rocciose di alta quota, tra cui l’Himalaya, l’Altai e il Caucaso. È tradizionalmente apprezzato negli insegnamenti ayurvedici.
In passato, la massa nera e appiccicosa era piuttosto sgradevole da ingerire, ma lo shilajit è stato usato come tonico popolare per secoli. Se volete saperne di più, date un’occhiata qui alla voce di menu “Cose da sapere”.
Oggi la sostanza si trova solitamente in capsule o in estratti più pratici, senza il rischio di denti scoloriti o di un sapore sgradevole.
Vogliamo sapere: la lunga tradizione spiega i molti miti che circondano lo shilajit?

Shilajit contro la fatica
Nei social, da Reels a TikTok, lo shilajit è spesso pubblicizzato come un “calcio energetico istantaneo” per corpo e mente. Risveglio, chiarezza mentale: sembra allettante, ma è vero?
Un indizio interessante potrebbe essere la sua origine: lo shilajit si forma solitamente ad altitudini estreme, e l’Himalaya è nota per essere la montagna più alta del mondo.
E non solo gli alpinisti lo sanno: l’ossigeno scarseggia ad alta quota. Questo costringe l’organismo a usare le riserve in modo più efficiente. Allo stesso tempo, aumenta la produzione di globuli rossi per trasportare più ossigeno.
E lo shilajit? Anche questa sostanza naturale si è adattata? Si tratta di un “hack energetico” proveniente dalla natura?
Sì, perché no? Il sale dell’Himalaya, ad esempio, fornisce un indizio: il suo colore rossastro è dovuto all’elevata concentrazione di ferro, minerale coinvolto nel trasporto dell’ossigeno nel corpo umano. Sherlock direbbe: la pista è calda!

Shilajit per il sistema immunitario
Negli antichi testi ayurvedici, lo shilajit è venerato quasi mitologicamente. Con un appellativo come “Distruttore della debolezza”, ci si può aspettare grandi cose — come forza e resistenza.
Molte persone si rivolgono allo shilajit nella speranza di ottenere un sostegno per il sistema immunitario, ma questa idea è spesso esagerata. Lo shilajit purificato può effettivamente contenere minerali naturali che, in quantità adeguate, svolgono funzioni di supporto nel corpo.
Lo zinco, ad esempio, è un minerale presente in rocce come quelle himalayane e svolge un ruolo importante nel sistema immunitario.
E tornando alle sue origini: lo shilajit nasce e si conserva in condizioni estreme, dove deve contrastare fattori ambientali difficili — un concetto affascinante se si pensa alla sua “resilienza naturale”.
Shilajit per il livello di testosterone
Lo Shilajit è particolarmente popolare nella scena fitness, spesso associato all’ashwagandha come presunto “aumento naturale del testosterone”. I forum sugli integratori traboccano di superlativi.
E davvero, i primi studi pilota mostrano che lo shilajit potrebbe avere un’influenza a lungo termine sull’equilibrio ormonale. Tuttavia, si tratta di ricerche condotte su piccoli gruppi e con uso prolungato nel tempo.
Il tema rimane interessante, e gli studi continueranno per approfondirne gli effetti.
Ancora più suggestivo è pensare alla sua origine naturale: plasmato da freddo, sole, vento e tempo, lo shilajit si fa strada nella roccia e risale in superficie.
Questa forza inarrestabile non potrebbe rispecchiare ciò che il testosterone rappresenta nel corpo — vitalità, energia e determinazione?
Forse non è una coincidenza che una sostanza così resistente sia citata come amplificatore naturale di queste qualità.

Shilajit contro lo stress
Adattogeno, bloccante dello stress, “cibo per i nervi”: suona bene, ma è vero?
Gli adattogeni sono sostanze vegetali studiate per la loro capacità di adattarsi e resistere agli stress ambientali (dal latino adaptare, “adattarsi”).
Rientrano in questa categoria sia lo shilajit sia l’ashwagandha, entrambi molto apprezzati nella tradizione ayurvedica. Crescono in ambienti estremi, dove devono proteggere le proprie cellule dallo stress ossidativo per sopravvivere.
Si pensa quindi che queste piante possano aiutare anche l’uomo ad adattarsi meglio allo stress quotidiano. Tuttavia, la ricerca scientifica non ha ancora fornito dati sufficienti.
Per l’ashwagandha esiste una “indicazione on-hold” — un’indicazione provvisoria ancora in fase di valutazione.
Ci sarà in futuro una simile indicazione per lo shilajit? Chissà: chi resiste a condizioni tanto dure, probabilmente ha davvero molto da insegnare.

Shilajit come agente ringiovanente
“Per sempre giovani”: chi non lo vorrebbe?
Secondo le credenze ayurvediche, lo shilajit è un rasayana — un rimedio ringiovanente che sostiene l’energia vitale (ojas).
La sostanza nasce dalla decomposizione di antiche piante nel corso di migliaia di anni, in luoghi puri, estremi ed energizzati, dove il cielo incontra la terra.
Ciò che ne deriva è considerato una concentrazione dell’essenza vitale del mondo vegetale, stabilizzata dal tempo e dalle rocce.
Una sorta di “distillato di vita” maturato nel silenzio delle montagne: una scintilla primordiale intrappolata nella pietra e restituita alla natura.
Non stupisce che nella tradizione sia associato al rinnovamento e alla rigenerazione.

Shilajit per la digestione
L’influenza dello Shilajit sulla digestione è un altro dei suoi aspetti mitici.
Basta osservare la sua storia per comprenderne il simbolismo: piante che si decompongono, intrappolate nella roccia, trasformate da microorganismi e fermentazione nel tempo — fino a riemergere come una resina preziosa.
Ciò che era grezzo e difficile da digerire — legno, foglie, muschio — diventa attraverso i millenni una sostanza più pura e facilmente assimilabile.
Secondo l’Ayurveda, lo shilajit aiuta a riportare in equilibrio i dosha, in particolare Vata, legato al movimento e all’aria.
Più equilibrio, meno “aria” interna: un’immagine poetica per descrivere leggerezza e armonia del centro del corpo.

Shilajit - sempre naturale, sempre sicuro?
Sì, lo shilajit proviene dalla natura — ma proprio per questo serve attenzione.
Se raccolto in modo non controllato, può essere contaminato da metalli pesanti o microrganismi.
“Puro naturale” suona bene, ma ciò che conta davvero è la qualità della preparazione. Solo shilajit purificato e testato in laboratorio dovrebbe finire nel vostro corpo.
Meglio affidarsi a rapporti di laboratorio trasparenti che a promesse di benessere.

Le nostre conclusioni
Lo shilajit è una sostanza affascinante, con proprietà promettenti, anche se la scienza non ha ancora fornito studi conclusivi.
Le prime indicazioni mostrano che questo “oro nero dell’Himalaya” potrebbe offrire interessanti spunti per il benessere naturale.
Se decidete di provarlo, scegliete sempre qualità testata e aspettative realistiche: solo così lo shilajit mostrerà il suo vero valore — un integratore naturale in armonia con uno stile di vita attivo ed equilibrato.
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