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FAQ sullo zinco: un oligoelemento versatile

Tempo di lettura: 12 min

Un oligoelemento dalle mille potenzialità: ➔ lo zinco.
Supporta il sistema immunitario, la salute della pelle, l’equilibrio ormonale e molte altre funzioni vitali dell’organismo. Ma come funziona esattamente lo zinco? Qual è la forma migliore? E a cosa bisogna prestare attenzione durante l’assunzione?
In queste FAQ complete trovi tutto quello che c’è da sapere per maggiore consapevolezza e per il tuo “Yeah” quotidiano.

Vai direttamente a:

Le basi dello zinco
Dosaggio & assunzione
Carenza & fabbisogno aumentato
Forme di zinco & qualità
Tollerabilità & interazioni
Ambiti di utilizzo

 

Le basi dello zinco

Cos’è lo zinco: oligoelemento o minerale?

Entrambi! Gli oligoelementi sono infatti minerali di cui l’organismo ha bisogno solo in piccole quantità, ovvero in tracce. Lo zinco appartiene al gruppo degli oligoelementi essenziali, il che significa che il corpo ne ha bisogno ma non è in grado di produrlo autonomamente.
Lo zinco è coinvolto in innumerevoli processi, dalla divisione cellulare al supporto del sistema immunitario.

Il corpo è in grado di produrre lo zinco?

Nope. E può anche immagazzinarlo solo in misura molto limitata. Per questo è fondamentale assumere regolarmente zinco attraverso l’alimentazione o, se necessario, con integratori mirati. Quando le riserve si esauriscono, molti processi fisiologici non funzionano più in modo ottimale.

Qual è la differenza tra lo zinco negli integratori e quello nelle pomate?

Lo zinco assunto tramite capsule o compresse agisce su tutto l’organismo, supportandolo dall’interno. Nelle pomate ad uso topico (ad esempio per la cura delle ferite) viene invece utilizzato solitamente ossido di zinco, che agisce localmente sulla pelle.
Due modalità diverse — entrambe utili, ma non paragonabili.

Quanta quantità di zinco è presente nel corpo umano?

In totale, il corpo umano contiene circa 2–3 grammi di zinco. Può sembrare poco, ma è distribuito in tutto l’organismo e svolge funzioni fondamentali, ad esempio in fegato, reni, muscoli, pelle, ossa e capelli.


Dosaggio & assunzione

Qual è il fabbisogno giornaliero di zinco?

I valori di riferimento ufficiali per l’assunzione giornaliera, secondo la DGE, dipendono da età, sesso e stile di vita. Con un apporto medio di fitati (ovvero una dieta con una quantità moderata di legumi, cereali integrali & co.), si considerano valori di base:

  • 8 mg al giorno per le donne

  • 14 mg al giorno per gli uomini

Le raccomandazioni per adolescenti, donne in gravidanza e in allattamento sono riportate di seguito.

Fase della vita Apporto raccomandato di zinco
Adolescenti (10–19 anni)
– Ragazze 8–11 mg di zinco/giorno
– Ragazzi 9–14 mg di zinco/giorno
Donne (25–50 anni) ca. 8 mg di zinco/giorno
Uomini (25–50 anni) ca. 14 mg di zinco/giorno
Donne in gravidanza
– 1° trimestre 9 mg di zinco/giorno
– Dal 2° trimestre 11 mg di zinco/giorno
Donne in allattamento 13 mg di zinco/giorno

Cosa significa “apporto medio di fitati”?

I fitati sono presenti in alimenti di origine vegetale come cereali integrali, legumi e frutta secca e possono inibire l’assorbimento dello zinco nell’intestino. Un apporto “medio” di fitati corrisponde a circa 660 mg al giorno e descrive un’alimentazione equilibrata e completa, ad esempio con una combinazione di fonti proteiche animali e una buona varietà vegetale (inclusi alimenti cotti, fermentati o germogliati).
Anche con un’alimentazione vegetariana o vegana è possibile rientrare in questa categoria, ad esempio grazie a prodotti di soia fermentati o cereali ben preparati.

👉 Il nostro consiglio: se segui un’alimentazione prevalentemente vegetale, vale la pena scegliere una forma di zinco particolarmente biodisponibile, come lo zinco bisglicinato, per favorirne l’assorbimento nonostante la presenza di fitati. Così ottieni facilmente il massimo — yeah!

Qual è il modo migliore per assumere lo zinco?

L’assorbimento è particolarmente efficiente se lo zinco viene assunto a stomaco vuoto oppure con almeno 2 ore di distanza da alimenti ricchi di ferro o calcio. Questi minerali, infatti, competono tra loro a livello intestinale, riducendo la capacità di assorbimento.

Qual è la quantità massima raccomandata?

L’EFSA (European Food Safety Authority) indica per gli adulti un limite massimo (Upper Limit) di 25 mg di zinco al giorno, considerando l’apporto totale da alimenti e integratori. Un superamento prolungato può causare diversi effetti negativi, tra cui una carenza di altri nutrienti come il rame.
Insomma: più non significa meglio!
Fun fact: un sovradosaggio cronico può addirittura compromettere la funzione immunitaria — lo zinco sostiene le difese, sì, ma solo nella giusta dose.

È consigliabile assumere zinco ogni giorno?

Sì. Poiché l’organismo non è in grado di immagazzinare lo zinco, è necessaria una fornitura continua. Che si tratti di un supporto mirato o di un’assunzione a lungo termine, la regolarità è fondamentale.

Quali alimenti sono ricchi di zinco?

Lo zinco è presente soprattutto negli alimenti di origine animale, in particolare nelle ostriche, ma anche in carne di manzo, carne di maiale e formaggi.
In un’alimentazione vegetale, ottime fonti sono fiocchi d’avena e semi di zucca, così come legumi, frutta secca e cereali integrali.
Frutta e verdura, invece, forniscono solo quantità molto ridotte di zinco, motivo per cui chi segue una dieta plant-based dovrebbe prestare particolare attenzione al proprio apporto.

Alimento Contenuto di zinco (mg/100 g)
Ostriche ~20
Manzo 4,8
Formaggio (es. Emmentaler) 4,6
Lenticchie (cotte) 1,3
Fiocchi d’avena 4,0
Semi di zucca 7,0
Anacardi 5,6
Spinaci, cavoletti di Bruxelles ~0,6
More, fragole ~0,3

Nota: nelle fonti vegetali, la presenza di fitati può ridurre l’assorbimento dello zinco.

Per quanto tempo è consigliabile assumere lo zinco?

Per obiettivi mirati (ad esempio un supporto al sistema immunitario in autunno e inverno), spesso sono sufficienti 4–8 settimane. In caso di fabbisogno cronicamente aumentato (ad esempio con un’alimentazione vegana), un’integrazione a lungo termine può essere sensata, ma va sempre valutata preventivamente con un medico.

Carenza & fabbisogno aumentato

Come riconoscere una carenza di zinco?

Una carenza di zinco si sviluppa spesso in modo graduale e può manifestarsi con sintomi piuttosto aspecifici. I segnali più comuni includono:

  • unghie fragili

  • caduta dei capelli

  • pelle impura

  • infezioni frequenti

  • difficoltà di concentrazione

Anche una guarigione lenta delle ferite può rappresentare un campanello d’allarme. Un esame del sangue effettuato dal medico può fornire chiarezza.

Chi è particolarmente a rischio di carenza?

Tra i gruppi più esposti rientrano:

  • persone con un’alimentazione poco varia (ad es. ricca di cibi pronti o vegana senza un apporto mirato di nutrienti)

  • sportivi e sportive ad alte prestazioni, a causa dell’elevata perdita di sudore

  • donne in gravidanza e allattamento, per via del fabbisogno aumentato

  • persone con disturbi digestivi cronici (ad es. morbo di Crohn, celiachia)

Perché il fabbisogno aumenta in caso di sport e stress?

Come altri minerali, lo zinco viene perso attraverso il sudore, motivo per cui un’attività sportiva intensa e regolare può portare a un fabbisogno maggiore. Inoltre, è una sostanza che viene eliminata rapidamente e che l’organismo non riesce a immagazzinare efficacemente.
Anche lo stress prolungato (spesso associato a un intenso impegno mentale) comporta un maggiore consumo di micronutrienti, tra cui lo zinco. In altre parole: chi chiede molto al proprio corpo dovrebbe anche nutrirlo al meglio.

Cosa fare in caso di sospetta carenza?

Un’integrazione di zinco di alta qualità può essere utile, idealmente in accordo con una figura sanitaria competente. Sono fondamentali la forma giusta (ad es. bisglicinato) e il dosaggio corretto. In caso di dubbi, è consigliabile misurare lo stato dello zinco nel sangue intero o nel plasma.


Confronto tra le forme di zinco

Forma di zinco Biodisponibilità Caratteristica
Zinco bisglicinato molto alta particolarmente ben tollerato, legato in forma chelata
Zinco citrato alta buona assorbibilità, possibile anche senza pasto
Zinco gluconato media solido, presente in molti integratori standard
Zinco solfato media molto diffuso come forma ionica nelle gocce di zinco
Zinco ossido bassa più adatto all’uso esterno, poco indicato per l’integrazione

Forme di zinco & qualità

Quali forme di zinco esistono?

Lo zinco può essere legato a diversi composti veicolanti. Le forme organiche, come zinco bisglicinato, zinco citrato o zinco gluconato, sono considerate particolarmente biodisponibili, ovvero facilmente assorbibili dall’organismo.
Negli integratori in forma liquida, viene spesso utilizzato lo zinco solfato. Le forme inorganiche, come lo zinco ossido, sono invece più adatte ad applicazioni esterne.

Che cosa si intende per “zinco elementare”?

È la quantità effettiva di zinco che viene realmente assorbita dall’organismo. Al momento dell’acquisto, quindi, non bisogna guardare solo ai milligrammi del composto, ma verificare quanta quantità di zinco elementare è effettivamente contenuta.

Cosa significa “legame chelato” nello zinco?

I chelati, come lo zinco bisglicinato, legano lo zinco ad amminoacidi — in questo caso alla glicina. Questo migliora la stabilità nel tratto digestivo e protegge lo zinco da interazioni indesiderate, ad esempio con i fitati presenti negli alimenti vegetali. Il risultato è una migliore assorbibilità e una maggiore efficacia.
A proposito: in questa forma vale la regola che la quantità di zinco bisglicinato corrisponde alla quota di zinco elementare.

Come riconoscere un integratore di zinco di alta qualità?

Presta attenzione a:

  • indicazione chiara della forma di zinco

  • specifica della quantità di zinco elementare (NRV)

  • qualità testata in laboratorio

  • assenza di ingredienti superflui come coloranti o magnesio stearato

Esistono differenze tra lo zinco di origine vegetale e quello di origine animale?

Sì! Negli alimenti vegetali sono spesso presenti i fitati, che possono ridurre l’assorbimento dello zinco. L’acido fitico (fitato) lega lo zinco nel tratto digestivo formando fitato di zinco, una forma che l’organismo non riesce ad assorbire.
Per migliorare la disponibilità dello zinco, alcune tecniche di preparazione come ammollo, germinazione o fermentazione del lievito madre possono ridurre il contenuto di fitati.

Come si può migliorare l’assorbimento dello zinco?

  • Ammollo: lasciare cereali e legumi in acqua per un periodo prolungato aiuta a ridurre i fitati.

  • Germinazione: la germinazione di semi e cereali attiva enzimi (fitasi) che degradano l’acido fitico.

  • Fermentazione a lievitazione naturale: anche la fermentazione del lievito madre contribuisce a diminuire il contenuto di fitati.

Dove si trovano i fitati?

I fitati (acido fitico) sono presenti in alimenti di origine vegetale come semi, frutta secca, legumi e cereali. Si concentrano soprattutto negli strati esterni del chicco, motivo per cui i prodotti integrali ne sono particolarmente ricchi.
Esempi tipici sono grano, avena, riso, piselli, fagioli e soia.

Wärmflasche auf Bauch gelegt

 

Tollerabilità & interazioni

Lo zinco è ben tollerato?

In generale sì — soprattutto nelle forme organiche come zinco bisglicinato o zinco citrato. Alcune persone possono avvertire una leggera nausea a stomaco vuoto; in questi casi è utile assumerlo insieme a un piccolo pasto.
Consiglio: se sei particolarmente sensibile, inizia con mezza compressa e aumenta gradualmente il dosaggio.

Quali effetti collaterali possono verificarsi?

In caso di dosaggi troppo elevati o di assunzione prolungata nel tempo, possono comparire:

  • nausea o dolori addominali

  • mal di testa

  • alterazioni del metabolismo del rame (in caso di sovradosaggio cronico)

Fortunatamente, questi effetti sono rari, soprattutto se tieni sotto controllo il tuo apporto di zinco.

Cosa fare se lo zinco irrita lo stomaco?

  • scegliere forme più delicate per lo stomaco, come lo zinco bisglicinato

  • assumerlo insieme a un po’ di cibo (ad esempio porridge d’avena o un frullato)

  • suddividere la dose giornaliera tra mattino e sera, se necessario

Esistono interazioni con altri nutrienti?

Sì. Lo zinco compete per l’assorbimento con nutrienti come ferro, calcio e rame. Se assumi più di uno di questi minerali, è consigliabile distanziare le assunzioni nel tempo: ad esempio, zinco al mattino e ferro, calcio o rame alla sera.

Perché lo zinco può causare una carenza di rame?

Zinco e rame utilizzano vie di trasporto simili nell’organismo. Un’assunzione elevata di zinco per un periodo prolungato può quindi ostacolare l’assorbimento del rame, portando a una carenza funzionale anche se l’apporto alimentare di rame è adeguato. Oh no!
Una carenza di rame a lungo termine può compromettere, tra l’altro, la formazione del sangue, il sistema nervoso e la funzione immunitaria.

Chi dovrebbe consultare un medico prima di assumere zinco?

In generale, prima di iniziare un’integrazione è sempre utile verificare se esiste davvero un fabbisogno aumentato che non può essere coperto adeguatamente con l’alimentazione. Questo è particolarmente importante per:

  • donne in gravidanza o allattamento

  • persone con patologie gastrointestinali croniche

  • chi assume regolarmente farmaci (ad esempio diuretici o immunosoppressori)

Mann in Regenjacke wird nass gespritzt

 

Ambiti di utilizzo

Quali funzioni dell’organismo supporta lo zinco?

Lo zinco è un vero tuttofare. Di seguito trovi tutti gli health claim attualmente autorizzati dall’EFSA (European Food Safety Authority) per lo zinco, in conformità al Regolamento (CE) n. 1924/2006:

Lo zinco contribuisce:

  • al nor