Così lo stress influisce sul sistema immunitario
Ognuno di noi, prima o poi, si sente stressato. È del tutto normale e, di per sé, non è un problema. Diventa un problema solo quando lo stress si prolunga nel tempo, quando restiamo “sotto pressione” per lunghi periodi. Ed è proprio questo il punto critico. Perché molte persone non si rendono nemmeno conto che quello che stanno facendo è troppo.

Per comprendere meglio il fenomeno dello stress, dobbiamo fare un salto indietro di qualche secolo. In realtà, lo stress è qualcosa di positivo. Nell’età della pietra era fondamentale per la sopravvivenza. A differenza di noi, i nostri antenati dovevano lottare ogni giorno per procurarsi il cibo e quindi per sopravvivere. Se in una situazione del genere compariva improvvisamente una tigre dai denti a sciabola, bisognava reagire nel giro di pochi secondi. Ed è proprio in questi momenti che il corpo rilasciava ormoni dello stress come cortisolo, adrenalina e noradrenalina per aumentare le prestazioni. Allo stesso tempo, venivano ridotte le funzioni corporee non essenziali per la lotta, come ad esempio l’attività del sistema immunitario. L’energia veniva impiegata solo dove era davvero necessaria. Una volta superato il pericolo, tutto poteva tornare alla normalità.
Questo significa per noi che, quando attraversiamo una fase di stress, il nostro corpo “ricorda” il periodo dei nostri antenati e riduce tutte le funzioni considerate non essenziali, compresa quella del sistema immunitario.

Lo stress acuto e lo stress cronico agiscono in modo diverso
In linea di principio si distinguono due tipi di stress: distress ed eustress. Il distress è lo stress negativo, l’eustress quello positivo. Oppure, per usare un’altra distinzione: stress acuto e stress cronico. Non vogliamo confonderti, anzi. I termini “acuto” e “cronico” chiariscono molto bene quale tipo di stress sia quello dannoso.
Stress acuto = stress positivo
Lo stress acuto non indebolisce il sistema immunitario. Partiamo da questo. Lo stress acuto arriva e poi se ne va, proprio come accadeva ai nostri antenati. In pratica, il corpo rilascia ormoni dello stress solo per un breve periodo di tempo. L’equilibrio tra tensione e rilassamento si ristabilisce rapidamente.
Probabilmente conosci questo tipo di stress positivo in occasione di eventi speciali come il matrimonio o la nascita di un figlio. Ma anche una presentazione importante al lavoro o una competizione sportiva imminente possono provocare questa sensazione, purché non diventino uno stato permanente. Lo stress positivo, infatti, si percepisce come qualcosa di buono: ci motiva e aumenta le nostre prestazioni. È legato a un evento specifico, a un momento preciso.
Stress cronico = stress negativo
Nella maggior parte dei casi, però, lo stress non si vive come qualcosa di positivo. Anzi, spesso è tutt’altro che piacevole. Perché? Perché troppo spesso diventa una condizione costante. Ci portiamo lo stress a letto, ci svegliamo con esso e ci lasciamo guidare da questa sensazione anche durante il giorno, percependola non solo quando c’è qualcosa di concreto da affrontare.
In queste situazioni, lo stress non ci stimola più, ma ci blocca. Il risultato? Ci sentiamo spossati e sopraffatti. O, per fare un paragone con i nostri antenati, costantemente minacciati. Questo non riguarda più solo il lavoro, ma anche la sfera privata.
Cosa succede allora? Il corpo rilascia continuamente ormoni dello stress e il sistema immunitario resta permanentemente indebolito. A differenza dello stress positivo, mancano le fasi di rilassamento, e di conseguenza il sistema immunitario non riesce più a funzionare correttamente.
3 consigli per abbassare i livelli di cortisolo
Chi è troppo stressato deve ridurre lo stress. Più facile a dirsi che a farsi, lo sappiamo bene. Per questo, nel breve periodo, può essere utile abbassare il livello di cortisolo in altri modi. Come? Attraverso lo sport e l’alimentazione. Come sempre.

Muoviti
Come fai a fare sport dopo una giornata di lavoro stressante? È una domanda più che legittima. Ma, “purtroppo”, è proprio questo che aiuta. L’attività fisica, infatti, può ridurre il livello di cortisolo. La buona notizia è che non serve fare sport ad alto livello. Anzi: camminare, nuotare o andare in bicicletta sono l’ideale. Anche yoga o pilates vanno benissimo. E per iniziare, può bastare anche una semplice passeggiata intorno all’isolato.

Dormi bene e a sufficienza
Chi dorme bene è meno stressato. Se pensi che questo non valga per te, forse il problema è che dormi “tanto” ma non “bene”. Sì, la parola “bene” qui è davvero fondamentale. Solo un sonno di qualità può ridurre il livello di cortisolo, grazie soprattutto alla cosiddetta fase di sonno profondo. Il problema è che, se il cortisolo è troppo alto, addormentarsi e dormire senza interruzioni può diventare una vera tortura. Un circolo vizioso. In questi casi possono aiutare una sessione di yoga o meditazione, così come la tecnica di respirazione 4-7-8. Chiudi la bocca e inspira lentamente dal naso contando fino a quattro. Trattieni il respiro contando fino a sette. Poi espira contando fino a otto.